parma.repubblica.it: articolo e video sulla "Cena con delitto al Castello di Bardi"
01/09/2009 09:25 | Archiviato in: Rassegna stampa | Turismo
Pubblicati un articolo e un video di Cristina Pedretti sull’iniziativa al Castello.
Fortezza di Bardi
il delitto è servito
Certe notti in quel di Bardi si trasformano in suggestive rievocazioni storiche: il maniero si anima di personaggi in costume medievale e alla luce delle fiaccole occorre anche scovare un misterioso assassino
Nella Fortezza di Bardi, alcune sere all’anno, torna a vivere il Medioevo, coi suoi soldati, dame e cavalieri. Tra le mura possenti del castello, alla luce delle fiaccole, è possibile vestire i panni di personaggi antichi ed essere, per una sera, Donna Cordelia, promessa sposa di ser Enrico Gandolfo, oppure il prode Massimiliano, soldato di ventura, o ancora il più illustre consigliere di corte, il più ricco mercante del regno, l’ostessa del paese, il capitano delle guardie.
La fortezza di Bardi, a 62 km da Parma, è un luogo di bellezza sorprendente: arroccata su uno sperone di roccia, là dove si incontrano i torrenti Ceno e Noveglia, sorveglia la vallata da più di mille anni (il primo documento in cui essa è menzionata risale all’anno 898 d.C.). All’interno dell’imponente maniero sono ancora perfettamente conservati e visitabili le torri, i cortili, i camminamenti, le sale di tortura, i granai. Attualmente la fortezza è gestita dalla cooperativa “Diaspro Rosso” che, con l’aiuto degli animatori/attori della “Compagnia di San Giorgio e il drago” di Milano, organizza eventi suggestivi, come le serate di rievocazione storica o le “notti horror”, per far divertire e giocare grandi e piccini.
“Invito a cena con delitto” è una delle iniziative rivolte agli adulti: circa ottanta persone, giunte al castello, vengono “dotate” di un ruolo da interpretare; nelle stanze del maniero sono allestiti dei camerini ed i costumi messi a disposizione, di svariate fogge, sono degni di un set cinematografico. Ci si raduna nel cortile d’onore, all’interno della fortezza, dove il capitano delle guardie dà il benvenuto agli ospiti; quindi si scende nella taverna: le grandi tavole imbandite per la cena sono suddivise in base al ceto di appartenenza degli ospiti, con il maestoso tavolo della corte in posizione d’onore, innanzi al grande camino della sala. Durante la cena i partecipanti iniziano a conoscersi, scambiarsi informazioni, cercare nel gruppo i personaggi a cui le loro identità fittizie sono collegate.
Nel bel mezzo del banchetto, ecco l’imprevisto: uno degli ospiti viene trovato morto in un’altra ala del castello. Da questo momento in poi, il gioco si fa duro: occorre muoversi nei vari anfratti del maniero, cercare indizi, interrogarsi sui possibili moventi e gli alibi di ogni invitato. Le indagini sono spesso interrotte da nuovi colpi di scena, da rivelazioni dei personaggi, dalle incursioni improvvise del “matto” del castello che semina sgomento tra gli ospiti. Soltanto quando qualcuno riuscirà a svelare l’identità dell’ assassino la comitiva potrà allontanarsi dal castello, e lasciarsi alle spalle l’emozionante avventura di una serata “d’altri tempi”.
da La Repubblica edizione di Parma, 1 settembre 2009

Certe notti in quel di Bardi si trasformano in suggestive rievocazioni storiche: il maniero si anima di personaggi in costume medievale e alla luce delle fiaccole occorre anche scovare un misterioso assassino
Nella Fortezza di Bardi, alcune sere all’anno, torna a vivere il Medioevo, coi suoi soldati, dame e cavalieri. Tra le mura possenti del castello, alla luce delle fiaccole, è possibile vestire i panni di personaggi antichi ed essere, per una sera, Donna Cordelia, promessa sposa di ser Enrico Gandolfo, oppure il prode Massimiliano, soldato di ventura, o ancora il più illustre consigliere di corte, il più ricco mercante del regno, l’ostessa del paese, il capitano delle guardie.
La fortezza di Bardi, a 62 km da Parma, è un luogo di bellezza sorprendente: arroccata su uno sperone di roccia, là dove si incontrano i torrenti Ceno e Noveglia, sorveglia la vallata da più di mille anni (il primo documento in cui essa è menzionata risale all’anno 898 d.C.). All’interno dell’imponente maniero sono ancora perfettamente conservati e visitabili le torri, i cortili, i camminamenti, le sale di tortura, i granai. Attualmente la fortezza è gestita dalla cooperativa “Diaspro Rosso” che, con l’aiuto degli animatori/attori della “Compagnia di San Giorgio e il drago” di Milano, organizza eventi suggestivi, come le serate di rievocazione storica o le “notti horror”, per far divertire e giocare grandi e piccini.
“Invito a cena con delitto” è una delle iniziative rivolte agli adulti: circa ottanta persone, giunte al castello, vengono “dotate” di un ruolo da interpretare; nelle stanze del maniero sono allestiti dei camerini ed i costumi messi a disposizione, di svariate fogge, sono degni di un set cinematografico. Ci si raduna nel cortile d’onore, all’interno della fortezza, dove il capitano delle guardie dà il benvenuto agli ospiti; quindi si scende nella taverna: le grandi tavole imbandite per la cena sono suddivise in base al ceto di appartenenza degli ospiti, con il maestoso tavolo della corte in posizione d’onore, innanzi al grande camino della sala. Durante la cena i partecipanti iniziano a conoscersi, scambiarsi informazioni, cercare nel gruppo i personaggi a cui le loro identità fittizie sono collegate.
Nel bel mezzo del banchetto, ecco l’imprevisto: uno degli ospiti viene trovato morto in un’altra ala del castello. Da questo momento in poi, il gioco si fa duro: occorre muoversi nei vari anfratti del maniero, cercare indizi, interrogarsi sui possibili moventi e gli alibi di ogni invitato. Le indagini sono spesso interrotte da nuovi colpi di scena, da rivelazioni dei personaggi, dalle incursioni improvvise del “matto” del castello che semina sgomento tra gli ospiti. Soltanto quando qualcuno riuscirà a svelare l’identità dell’ assassino la comitiva potrà allontanarsi dal castello, e lasciarsi alle spalle l’emozionante avventura di una serata “d’altri tempi”.
da La Repubblica edizione di Parma, 1 settembre 2009



