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Comune di Bardi (PR) Val Ceno

BARDI - portale turismo: IL CASTELLO


Testimonianze d'epoca


Famosa è la descrizione dello Stato dei Landi, e in particolare del castello, dello scrittore e poeta milanese
Francesco Piccinelli, contenuta in una sua lettera del 1617:
" ... ci stanno le torri ed i bastioni, entro stanze magnifiche, cenacoli, abitazioni. la sede per accogliere i principi splendidamente adorna. con buono e sufficiente presidio di soldati e con apparecchio. fornimento di bombarde e di tutte quelle cose che servono alla guerra ... nella roccia sono tagliate e scavate tante dimore, che in quelle potrebbe trovarsi un comodissimo rifugio per salvarsi. .. "



camminamenti
I camminamenti di ronda



Anche Carlo Natale (1590-1683), pittore e incisore cremonese. allievo di Guido Reni ha descritto lo stato dei Landi attraverso una premessa storica. ma soprattutto con una serie di incisioni del castello e dei villaggi dello stato dei Landi.




UNA COMPLESSA STRUTTURA DI DIFESA
Il Municipio di Bardi visto da Piazza Vittoria
Il castello si presenta oggi come un'architettura complessa, che unisce all'impianto generale quattrocentesco, elementi cinquecenteschi e secenteschi che si intersecano, denunciando ciascuno la propria epoca.
I beccatelli trilobati quattrocenteschi ad esempio, visibili in più tratti lungo il muro di cinta, scompaiono dentro i muri costruiti nei secoli successivi, quasi a cancellare le precedenti strutture.

La parte più antica, la cui collocazione non è in asse rispetto al vicino cortile d'onore, sembra essere il Mastio
. Con la sua funzione di ultimo baluardo contro possibili attacchi, è datato intorno alla metà del XIII secolo.

Il castello si sviluppa su diversi livelli, definiti principalmente dai due cortili interni: la 'piazza d'arme' e il più alto 'cortile d'onore', che delimita la zona residenziale creata da Federico II Landi tra fine Cinquecento e inizio Seicento. Ad essi si accede attraverso una lunga rampa che sale dal nucleo più antico del paese alla cima della roccia.
Un primo rivellino, consente l'accesso a questa rampa di acciottolato, probabilmente di origine ottocentesca, nata per agevolare la salita delle carrozze, a fianco della quale corre sulla destra un muro isolato che delimitava la strada coperta, raffigurata in una incisione del 1604; sulla sinistra, dentro ai bastioni sono collocati i più antichi cammini di ronda.
La rampa prosegue formando un angolo e quindi una volta a botte, realizzati tra il XVII e il XVIII secolo; poco oltre si trova una piazzola che domina la valle. Si giunge infine all'ingresso che dà accesso alla cittadella vera e propria; restaurato a inizio Settecento, mostra i solchi del vecchio ponte levatoio, sotto al quale è stato trovato di recente un ingresso più antico. Passando l'ampio androne, nella retrofacciata si notano alcune finestre in arenaria, del Cinquecento, ora chiuse, parte dei locali del corpo di guardia.
La rampa sale, compie una svolta ad U, in prossimità della quale vi sono due ambienti denominati 'la ghiacciaia', costituiti da due cisterne, che in una mappa del XVII secolo risultavano "da fabricarsi". Dalla superiore piazza d'arme, attraverso un cunicolo, la neve veniva gettata nella struttura in pietra della ghiacciai a, garantendo la conservazione delle derrate alimentari anche nei mesi caldi.


LA CITTADELLA
Il Municipio di Bardi visto da Piazza Vittoria
Riprendendo la rampa, sulla destra si trovano tre cantine a volta, con materiali in deposito del Museo della Civiltà Valligiana. Esse sostengono tre ambienti superiori, accessibili dalla piazza d'armi, destinati nel XVII secolo a "granaro, armeria e magazzino", dove ora sono collocati alcuni locali di servizio. Prima di terminare la rampa, sulla sinistra si trovano alcuni locali con una feritoia, probabilmente stanze del corpo di guardia, destinati nel XIX secolo, come altri ambienti del castello, a civile abitazione; a fianco si trovano i locali con le antiche scuderie, conosciute come "le grotte".
Si giunge quindi sulla piazza d'arme, che aveva funzioni prettamente militari.
Sulla sinistra si entra nelle sale del Museo della Civiltà Valligiana, databile al Seicento, che hanno avuto diverse destinazioni, da appartamenti per i cortigiani, a sede per le strutture amministrative dello Stato e, forse, della zecca e del collegio notarile. Da queste stanze si sale lungo i camminamenti di ronda, tra le parti più interessanti dal punto di vista della struttura architettonica della fortezza. Dalle feritoie, grate e finestre si gode oggi un meraviglioso panorama sulla Val Ceno e la Val Noveglia, mentre un tempo si poteva controllare un'ampia porzione di territorio.
Lungo il percorso si possono visitare le segrete con strumenti di tortura, e un locale con bel forno: questi ambienti, presentati oggi con allestimenti e destinazioni molto diverse, richiederebbero indagini archivistiche e architettoniche per definirne i diversi usi nel tempo.
Dai camminamenti si accede al Museo del Bracconaggio mentre, tra la torre di guardia sud-ovest e quella nord-ovest, si trovano stanze destinate a mostre temporanee, all'interno delle quali sono visibili alcuni beccatelli della cinta muraria quattrocentesca.
Dall'altro dei camminamenti si può osservare la chiesa di San Francesco.
Dal lato nord si arriva alla torre dell'orologio, da cui si scende per giungere sulla Piazza d'arme.
Da qui si sale lungo la seicentesca scalinata, al cortile d'onore e alla residenza di Federico II Landi.
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Testimonianze d'epoca


Famosa è la descrizione dello Stato dei Landi, e in particolare del castello, dello scrittore e poeta milanese
Francesco Piccinelli, contenuta in una sua lettera del 1617:
" ... ci stanno le torri ed i bastioni, entro stanze magnifiche, cenacoli, abitazioni. la sede per accogliere i principi splendidamente adorna. con buono e sufficiente presidio di soldati e con apparecchio. fornimento di bombarde e di tutte quelle cose che servono alla guerra ... nella roccia sono tagliate e scavate tante dimore, che in quelle potrebbe trovarsi un comodissimo rifugio per salvarsi. .. "



camminamenti
I camminamenti di ronda



Anche Carlo Natale (1590-1683), pittore e incisore cremonese. allievo di Guido Reni ha descritto lo stato dei Landi attraverso una premessa storica. ma soprattutto con una serie di incisioni del castello e dei villaggi dello stato dei Landi.




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