I primi cavalli
giunsero in Val Taro e Val Ceno in epoca romana.
La zona impervia e montagnosa causò nei secoli uno sviluppo della razza come "cavallo da montagna".
Bardi dà il nome a questa razza di cavalli che, menzionata ufficialmente per la prima volta nel 1864, ricevette nuova vita nel 1977 con l'istituzione del
"Libro genealogico del cavallo bardigiano", che ne ha garantito la continuazione e la purezza.
Il cavallo bardigiano ha testa leggera, occhi grandi, vivaci ed espressivi, sovente coperti da un folto ciuffo cadente, arti con ossatura robusta, piede dalle unghie durissime.
Per la sua
robustezza e docilità, è riconosciuto il soggetto
ottimale per le passeggiate e per il turismo di tipo naturalistico: quasi una "nave-scuola" pensata per giovani cavalieri. Tanto che alcuni hanno pensato di utilizzare questo paziente animale per l'ippoterapia.
Dal sito ufficiale dell’Associazione Allevatori del Cavallo Bardigiano:
Il cavallo Bardigiano è una antica razza equina tipica dell'Appennino Tosco-ligure-emiliano, che deve il suo recupero allo sforzo compiuto dall'Associazione Allevatori di Parma, in collaborazione con le A.P.A. di Piacenza, Genova, La Spezia e Massa Carrara oltre alle Comunità Montane parmensi e piacentine, per salvarlo dall'estinzione e dalla contaminazione con altre razze.
Nel 1977 con l'istituzione del Libro Genealogico del Cavallo Bardigiano, affidato con Decreto del Ministero dell'Agricoltura alla Associazione Provinciale Allevatori di Parma, è iniziata l'opera di recupero del nucleo originario in purezza ed una attività selettiva che promuovesse la valorizzazione economica della razza.
La Associazione del Cavallo Bardigiano comprende 750 allevatori, distribuiti in 45 province italiane.
Oggi i Bardigiani iscritti al Libro Genealogico sono quasi 3.240 tra stalloni (140), fattrici (1.800) e giovane rimonta (1.300), costantemente monitorati e valutati con rassegne annuali che si tengono in tutti i comuni e le frazioni della zona di allevamento.
E' anche importante ricordare L'associazione tedesca del Bardigiano (Bardigiano-Pferde Deutschland e.V) costituitasi nel 2003, con sede a. St. Johann. Essa associa 35 allevatori in selezione che, dal 1995, allevano oltre 60 cavalli.
Dallo stesso anno è attiva anche l'Associazione Ungherese del Bardigiano, (Bardigiano Lótenyészto Országos Egyesület) con sede a Nagymizdó, che con grande spirito di collaborazione ha portato i nostri cavalli montati dai cosacchi, il 5 ottobre 2004 in Piazza San Pietro a Roma, in occasione della beatificazione di un Martire Ungherese.
Dal 1990 l'Associazione ha avviato un riposizionamento di mercato per la razza ed ha fissato conseguentemente gli obiettivi di selezione e i programmi di attività.
La tradizionale integrazione tra allevamento del cavallo Bardigiano ed attività agricola ha comportato il mantenimento e alla diffusione della popolazione equina di razza Bardigiana, con le caratteristiche e le tipicità che oggi conosciamo .
Il consolidarsi dei metodi di allevamento "semplici" hanno permesso la selezione di un soggetto dalle spiccate robustezza, economicità rusticità, ma anche di un grande equilibrio ed una insospettabile propensione alla collaborazione con l'uomo.
Facendo riferimento a tali caratteristiche base, sono state cercate valorizzazioni nella sella da servizio (vale a dire nelle passeggiate a cavallo, nel trekking e nell'agriturismo), nel tiro leggero, nella monta da lavoro e " in ultimo " nell'ippoterapia.
Queste finalizzazioni hanno conosciuto, negli ultimi anni, un fortissimo sviluppo, facendo avvicinare un vasto pubblico all'equitazione di campagna e di base.
L'equitazione in ambiente naturale è una alternativa sempre più apprezzata all'equitazione di tipo agonistico, anche perché, rispetto a quest'ultima, comporta un'esperienza ugualmente gratificante con costi e impegno più accessibili.
In tal senso l'Associazione ha, da un lato, orientato la presentazione della razza nelle mostre di settore dando impulso a esibizioni a sella e attacchi, dall'altro sta cercando di potenziare le pratiche di doma e addestramento per qualificare in modo specialistico le potenzialità del cavallo.
In questa direttrice si pone l'intenzione di realizzare più strutture in grado di offrire, ad una pluralità di allevatori o di acquirenti, servizi di monta, doma e addestramento a prezzi di mercato accettabili.
Questa soluzione, per la regione Emilia-Romagna, è già stata accolta da Soprip, Gruppo di Azione Locale dell'Appennino Parmense e Piacentino, che ha permesso di realizzare le strutture di un centro di doma e addestramento del cavallo Bardigiano presso l'Az. Agr. Angus - Compiano (PR).
Per dare certezza sulla qualità del lavoro svolto, il centro di addestramento ha stipulato con l'Associazione Provinciale Allevatori di Parma, depositaria del libro genealogico della razza, un protocollo che definisca le pratiche di doma e preparazione del cavallo e indichi i movimenti e le figure che il cavallo deve sapere compiere. La stessa APA attraverso una commissione esaminatrice rilascerà l'attestazione di addestramento del cavallo e controllerà costantemente l'attività del centro. Speriamo che queste soluzioni permetteranno di coniugare valorizzazione, riproduzione, valutazione attitudinale e addestramento e di costituire sia un punto di riferimento per gli operatori e per i potenziali acquirenti, che una fonte primaria di dati per l'Ufficio Centrale Libro Genealogico del Cavallo Bardigiano