IL MAIALE NERO (razza parmigiana), introdotto dalla pianura verso la montagna dalla metà del 1800, era caratterizzato dal mantello grigio scurissimo e
veniva allevato per la maggior parte dell'anno all'aperto.
Ad un anno di età raggiungeva in media il peso di 80-100 Kg, dava
carne e lardo assai ricercati per la squisitezza del gusto e la facile conservazione.
Purtroppo nella razza suina Parmigiana nera per motivi ambientali ma, probabilmente, anche per problemi genetici legati alla stretta consanguineità, si riscontravano spesso alcuni capi, a volte intere figliate, che possedevano una insufficiente capacità ad ingrassare. Ciò, unitamente al trasformarsi dell'agricoltura, con l'intensificazione delle coltivazioni e lo sviluppo
dell'industria casearia, stimolò il bisogno di una razza suina che meglio si adattasse alle nuove condizioni agricole e fornisse maggior profitto agli allevatori.
Cosi i maiali neri vennero soppiantati dai maiali inglesi di razza Large White.
La razza del maiale nero è stata recentemente oggetto di un recupero volto alla reintroduzione sperimentale di razze suine antiche per la produzione dei salumi della tradizione nella provincia di Parma.
Il progetto, che contempla l'allevamento brado o semibrado, punta ancora oggi alla
valorizzazione del territorio appenninico attraverso i prodotti tipici, dato che
la carne scura del maiale nero risulta davvero ottima e indicata per prodotti di alta ristorazione.