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Comune di Bardi (PR) Val Ceno

BARDI - portale turismo: STORIA

La via degli Abati

Da Elisa Delgrosso.
Un antico percorso, di gran lunga più antico della famosa Via Francigena, attraversa parte del territorio parmense, in particolare la zona appenninica.
Fra monasteri, castelli e antiche tracce di insediamenti altomedievali, la Via degli Abati si snoda in un percorso di circa 100 chilometri, per la gran parte immersa nella natura selvatica.
Il punto di partenza è Bobbio, che col suo monastero fondato nel 613 da San Colombano (...) e arriva direttamente a Pontremoli, (...).
Quindi questa Via, come è storicamente provato, fu l’arteria principale degli spostamenti almeno fino al X secolo, quando quel varco sparì come era comparso, decadendo pian piano per lasciare il posto alla Via Francigena, la Via medievale per eccellenza.

Vedi anche:
- Scheda
Wikipedia;
- Contributo di
G. Magistretti;
-
"The Abbots Way";


Traduzione pagina in altre lingue:

Particolari della roccia di diaspro e delle fortificazioni esterne del Castello di Bardi
La chiusura del territorio verso Ia penetrazione degli interessi economici di chiese e monasteri nel suo interno, fino alla meta del secolo IX, è indice di lunga, gelosa conservazione di autonomia di vita e di costumi, e questo pur essendo completamente circondato dai possedimenti della Pieve di Varsi e da quelli dei monasteri di Bobbio, di Gravago, di quello pavese di S. Pietro in Ciel d’Oro e di altri ancora.


Arriviamo finalmente all'anno 898, regno dl Berengario I; una complicata e solenne formula giuridica sancisce I’acquisto, da parte del venerabile Everardo, vescovo di Piacenza, di meta della roccia sulla quale e costruito, "de moderno tempore", da poco, un castello.

Una sbiadita pergamena e il primo documento che ci da notizla della rocca dl Bardi, e contemporaneamente ci lascia lntravedere un periodo buio ed angoscioso della nostra storia; sono infatti le scorrerie degli Ungari che spingono il prelato a cercare un rifugio sicuro, ed in genere provocano il fenomeno dell'incastellamento.
Da questo momento la storia del borgo si identifica con quella della fortezza.
Una notevole penuria di documenti non ci permette per ora di conoscere con precisione ciò che accadde nei due secoli successivi, ma alla fine del Xll secolo il castello risulta appartenente ai "Conti di Bardi", una sorta di consorteria gentilizia che probabilmente discende dalle prime famiglie longobarde.
Torre di avvistamento a Gravago, sulla via degli Abati, detta



Nella seconda meta del XIII secolo emerge prepotente Ia figura di Ubertino Landi, Conte di Venafro, fondatore della potenza della casata.
lnizia un periodo confuso e tormentato, fino ed oltre la morte del selvaggio signore: nel 1255 il castello è distrutto dai Pallavicino, e subito ricostruito e fortificato, tanto che due anni dopo il Comune di Piacenza deve cedere ai Landi il dominio delle valli di Ceno e di Taro; per due volte Ia rocca viene espugnata, anche se con I’onore delle armi, nel 1270 e nel 1307, e nel 1313 I’esercito guelfo comandato dal Cavalcabò è sconfitto sotto le mura di Bardi.


Approfondimento su
“IL CASTELLO DI GRAVAGO E LE CAMINATE”
sul sito ValcenoWeb.

La via degli Abati

Da Elisa Delgrosso.
Un antico percorso, di gran lunga più antico della famosa Via Francigena, attraversa parte del territorio parmense, in particolare la zona appenninica.
Fra monasteri, castelli e antiche tracce di insediamenti altomedievali, la Via degli Abati si snoda in un percorso di circa 100 chilometri, per la gran parte immersa nella natura selvatica.
Il punto di partenza è Bobbio, che col suo monastero fondato nel 613 da San Colombano (...) e arriva direttamente a Pontremoli, (...).
Quindi questa Via, come è storicamente provato, fu l’arteria principale degli spostamenti almeno fino al X secolo, quando quel varco sparì come era comparso, decadendo pian piano per lasciare il posto alla Via Francigena, la Via medievale per eccellenza.

Vedi anche:
- Scheda
Wikipedia;
- Contributo di
G. Magistretti;
-
"The Abbots Way";


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