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Comune di Bardi (PR) Val Ceno

BARDI - portale turismo: TERRITORIO

il TRITONE


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Tritone è il nome comune del genere di anfibi Triturus.
I tritoni hanno un corpo gracile e allungato, concluso da una lunga coda compressa lateralmente e provvista di lamina natatoria. La lingua è protrattile, i denti sono sia mascellari che vomero-palatini.
Possiede una spiccata capacità di rigenerazione degli arti e della coda.
Le uova vengono deposte singolarmente e fissate alle foglie delle piante acquatiche.
Le larve di tritone, e in genere di tutti gli urodeli, possiedono branchie ramificate che sporgono dai lati della testa, non coperte da opercolo come avviene invece nelle larve degli anuri.
Il tritone è uno degli anfibi il cui genoma è di dimensione maggiore di quello dei mammiferi (e dell'uomo in particolare, superando di cinque volte il numero di coppie di basi azotate di DNA).
(dalla scheda Wikipedia)


Pulsante GALLERIA FOTO
Cliccare per vedere le fotografie di Stefano Segadelli, utilizzate per il libro "Trekking e Mountain Bike in Val Ceno"
ASPETTI FAUNISTICI DELLA VAL CENO
La fauna è presente con una grande varietà di specie, alcune delle quali di assoluta rarità. Numerosi sono i piccoli passeriformi che nidificano in cavità: le cince (Parus major, P. caeruleus e P. ater), il picchio muratore (Sitta europea) ed il picchio verde (Picus virdis). Altre specie come il pettirosso (Erithacus rubecola), la capinera (Sylvia atricapilla) o il luì piccolo (Phylloscopus collybita) prediligono invece lo strato arbustivo e nidificano al suolo o poco lontano da esso; interessante è anche la presenza del ciuffolotto (Phyrrula phyrrula),
distribuito soprattutto nelle faggete.
Il colorato codirosso (Phoenicurus ocruros) frequenta invece aree più aperte, in vicinanza di alberi vetusti o vecchie costruzioni nelle cui cavità nidifica. Nei prati sommitali sono comuni tra gli altri il saltimpalo (Saxicola torquata) e il prispolone (Anthus trivialis), che si può osservare nella stagione riproduttiva
mentre esegue il canto territoriale. Infine
l’upupa (Upupa epops), uccello diurno dal lungo becco curvo a sciabola e ciuffo erettile sul capo.
Nei torrenti montani e nell’alto Taro è nidificante una cospicua popolazione di Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus) e di Ballerina gialla (Motacilla cinerea).
Nelle zone aperte come i coltivi e praterie troviamo il fagiano (Phasianus colchicus), la starna (Perdix perdix), la quaglia (Coturnix coturnix) e l’allodola (Alauda arvensis).
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Altre specie avicole tipiche dei boschi e dei cespuglieti sono: lo scricciolo (Troglodytes troglodytes), il merlo (Tordus merula), la ghiandaia (Garrulus glandarius), lo zigolo
nero
(Emberiza cirlus), il calandro (Anthus campestris), il culbianco (Oenanthe oenanthe), lo zigolo giallo (Emberiza citrinella) e la tordela (Turdus viscivorus).
Tra i rapaci diurni facilmente avvistabili in ogni stagione dell’anno si possono osservare: il gheppio (Falco tinnunculus), la poiana (Buteo buteo), lo sparviero (Accipiter nisus), ed il falco pellegrino (Falco peregrinus), mentre nella stagione riproduttiva, si osservano con facilità il biancone (Circaetus gallicus) ed il pecchiaiolo
(Pernis apivorus) mentre tra i rapaci notturni
si segnalano il gufo comune (Asio otus), la civetta (Athene noctua) e l’allocco (Strix aluco).
Un cenno a parte lo merita certamente l’Aquila reale (Aquila chrysaetos), che da
diversi anni ha fatto la sua ricomparsa nella Val Ceno.
Ad oggi ci sono riscontri di tentativi di nidificazione e la coppia è costantemente
monitorata.
Negli ultimi anni ha fatto la sua comparsa anche il corvo imperiale (Corpus corax), nidificante con almeno 2-3 coppie.
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Tra i mammiferi comuni di una certa mole si segnalano il capriolo (Capreolus capreolus) e il cinghiale (Sus scrofa), mentre tra i piccoli mammiferi, significative presenze sono quelle del toporagno comune (Sorex araneus), la talpa comune (Talpa europaea), roditori come il ghiro (Glis glis), lo scoiattolo (Sciurus vulgaris) e l’istrice (Hystrix cristata) con i suoi lunghi
e acuminate aculei, oltre a numerosi piccoli carnivori come la volpe (Vulpes vulpes), il tasso (Meles meles), la faina (Martes foina), la donnola (Mustela nivalis).

Tra i rettili la lucertola campestre e muraiola (Podarcis sicula e P.muralis) e il ramarro (Lacerta viridis) sono le specie di più facile avvistamento mentre negli ambienti
aperti o ricchi di una copertura vegetale
si possono fare incontri con rettili più elusivi come l’orbettino (Anguis fragilis) oppure il biacco (Coluber viridiflavus), la natrice dal
collare
(Natrix natrix), il saettone (Elaphe longissima) e la vipera comune (Vipera aspis).
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Ulteriori motivi d’interesse naturalistico sono gli invertebrati come i coleotteri cervo volante (Lucanus cervus) e il cerambice delle querce (Cerambix cerdo) ed i numerosi lepidotteri come galatea (Melanargia galathea), cedronella (Gonepteryx rhamni), podalirio (Iphiclides podalirius), macaone (Papilio machaon), icaro (Polyomma icarus) e aurora (Anthocharis cardamines).

il TRITONE


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Tritone è il nome comune del genere di anfibi Triturus.
I tritoni hanno un corpo gracile e allungato, concluso da una lunga coda compressa lateralmente e provvista di lamina natatoria. La lingua è protrattile, i denti sono sia mascellari che vomero-palatini.
Possiede una spiccata capacità di rigenerazione degli arti e della coda.
Le uova vengono deposte singolarmente e fissate alle foglie delle piante acquatiche.
Le larve di tritone, e in genere di tutti gli urodeli, possiedono branchie ramificate che sporgono dai lati della testa, non coperte da opercolo come avviene invece nelle larve degli anuri.
Il tritone è uno degli anfibi il cui genoma è di dimensione maggiore di quello dei mammiferi (e dell'uomo in particolare, superando di cinque volte il numero di coppie di basi azotate di DNA).
(dalla scheda Wikipedia)


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