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BARDI - portale turismo: TERRITORIO

Le Ophrys


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Le orchidee selvatiche sono delle piante erbacee, talvolta piccole e poco appariscenti, altre volte vistose e vivacemente colorate.
Si tratta del genere di orchidee più evoluto, in cui le modificazioni del fiore, che hanno lo scopo di attirare gli insetti pronubi, gli permettono di raggiunge la massima specializzazione.
In particolare il labello imita nella forma e nella pelosità l’addome delle femmine degli insetti impollinatori (bombi, calabroni, api e vespe).
I maschi vengono in questo modo attirati dal fiore.
Nel territorio della Val Ceno sono presenti sei specie di ophrys: Ophrys apifera, Ophrys bertoloni, Ophrys fuciflora, Ophrys fusca, Ophrys insectifera, Ophrys
sphegodes.


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Cliccare per vedere le fotografie di Stefano Segadelli, utilizzate per il libro "Trekking e Mountain Bike in Val Ceno"
ASPETTI FLORISTICI VEGETAZIONALI DELLA VAL CENO
Le caratteristiche generali della flora, della vegetazione e della fauna del territorio interessato da buona parte dei tracciati proposti, sono quelle tipiche della zona collinare e dei rilievi emiliani al di sotto degli 800 metri di quota.
Diffusi risultano essere i querceti misti cedui a predominanza di querce (roverella, Quercus pubescens e cerro, Quercus cerris), accompagnate da altre piante come carpino nero (Ostrya carpinifolia) e ornello (Fraxinus ornus). Fra gli arbusti del sottobosco sono diffusi il nocciolo (Corylus avellana), il sanguinello (Cornus sanguinea), le cui foglie in autunno diventano di colore rosso intenso, la beretta del prete (Euonymus europaeus) ed il corniolo (Cornus mas), che durante il periodo terminale dell’inverno offre spettacolari fioriture di colore giallo vivo.
Significativa la diffusione dei castagneti
(Castanea sativa) in parte trasformati in cedui o abbandonati. In quest’ultimo caso le piante, il cui frutto era un tempo elemento base dell’alimentazione dei valligiani, sono invecchiate e spesso ridotte a grandi tronchi cavi.
A quote più elevate la vegetazione è dominata dalla faggeta, per lo più a ceduo, dove oltre al faggio (Fagus sylvatica) è presente l’acero montano (Acer pseudoplatanus), mentre nelle zone più umide possiamo osservare il carpino bianco (Carpinus betulus) e l’ontano nero (Alnus glutinosa).
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Lo strato arbustivo è composto prevalentemente dal biancospino (Crataegus monogyna), il maggiociondolo (Laburnum anagyroides) e l’agrifoglio (Ilex aquifolium), quest’ultima specie relitta della flora Terziaria che si presenta spesso con popolazioni isolate di pochi individui.
Numerosi i prodotti del sottobosco come funghi, tartufi, fragole selvatiche, lamponi , mirtilli , more di rovo e bacche di ginepro.
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Con la fine dell’inverno si possono ammirare splendide fioriture di piante erbacee a fioritura precoce tra cui la primula comune (Primula vulgaris), gli ellebori (Helleborus foetidus, H. viridis), il bucaneve (Galanthus nivalis), il campanellino (Leucojum vernum), l’erba trinità (Hepatica nobilis), il dente di cane (Erythronium dens–canis), la polmonaria
(Pulmonaria officinalis), il fior di stecco (Daphne mezereum), le viole (Viola spp), a cui si aggiungono a quote più elevate la scilla bifolia (Scilla bifolia), l’anemone bianca (Anemone nemorosa) i crochi come il Crocus vernus.
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Con il progredire della stagione le fioriture si arricchiscono di nuovi interpreti come l’anemone trifogliato (Anemone trifolia), il giaggiolo susinario (Iris graminea), il giglio rosso (Lilium bulbiferum), il giglio martagone (Lilium martagon), la genziana di Koch (Gentiana kochiana), il narciso poetico (Narcisus poeticus) e numerose specie di garofani (Dianthus spp) e di orchidee come l’orchide maschia (Orchis mascula), l’orchide maggiore (Orchis
purpurea)
, l’orchide minore (Orchis morio),
l’orchide omiciattolo (Orchis simia), l’orchide piramidale (Anacamptis pyramidalis), la manina rosea (Gymnadenia conopsea), l’orchide pallida (Orchis pallens), l’orchide sambucina (Dactylorhiza sambucina) e orchidee appartenenti al genere Ophrys (Ophrys apifera, O. fuciflora, O. bertolonii, O. insectifera, O. fusca, O. sphegodes).

Da segnalare anche le numerose fioriture di fine estate ed inizio autunno come il colchico alpino (Colchicum alpinum) e autunnale (Colchicum autumnale), la genziana sfrangiata (Gentiana ciliata), la genziana asclepiade (Gentiana asclepiadea) e la scilla autunnale (Scilla autumnalis).

Le Ophrys


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Le orchidee selvatiche sono delle piante erbacee, talvolta piccole e poco appariscenti, altre volte vistose e vivacemente colorate.
Si tratta del genere di orchidee più evoluto, in cui le modificazioni del fiore, che hanno lo scopo di attirare gli insetti pronubi, gli permettono di raggiunge la massima specializzazione.
In particolare il labello imita nella forma e nella pelosità l’addome delle femmine degli insetti impollinatori (bombi, calabroni, api e vespe).
I maschi vengono in questo modo attirati dal fiore.
Nel territorio della Val Ceno sono presenti sei specie di ophrys: Ophrys apifera, Ophrys bertoloni, Ophrys fuciflora, Ophrys fusca, Ophrys insectifera, Ophrys
sphegodes.


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Cliccare per vedere le fotografie di Stefano Segadelli, utilizzate per il libro "Trekking e Mountain Bike in Val Ceno"
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